Scopri Mari Ermi

Questo libro è per chi ha un sogno.
Per chi combatte ogni giorno per realizzarlo e per chi ha perso la fiducia e ha bisogno di ritrovarla. 🌱

In lettura

L'isola del tesoro
Robert Louis Stevenson
Amatissima
Toni Morrison
DAL BLOG

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Tutta la sensibilità di Elena Vatta in un romanzo d’esordio intelligente e toccante

Se c’è un animale a cui il piccolo Giuseppe somiglia, ecco, quello è un riccio. Per l’esattezza, un cucciolo di «continua a leggere»

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Libri del cuore

Ecco una lista di libri che, per un motivo o per l’altro, hanno un posto speciale nel mio cuore:

  • I miserabili, Victor Hugo
  • Martin Eden, Jack London
  • Via col vento, Margaret Mitchell
  • Dialoghi con Leucò, Cesare Pavese
  • Furore, John Steinbeck
  • L’isola di Arturo, Elsa Morante
  • Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas padre
  • Harry Potter, J.K. Rowling
  • Il signore degli anelli, J.R.R. Tolkien
  • La memoria del topo, Michael Connelly
  • Piccole donne, L. M. Alcott
  • I ragazzi della via Pál, F. Molnair
  • Cime tempestose, Emily Brontë

Letture recenti

Sardegna on the road
Maria Rita Sanna

Un viaggio in Sardegna, consigliato al giovane protagonista Niky come terapia in seguito al trauma di un incidente d’auto, diventa la chiave di una rinascita ricca di nuove consapevolezze: Niky le acquisisce grazie al calore di inaspettate amicizie e all’immersione nella realtà dell’isola, mentre un ritrovato equilibrio prende forma tra il graduale riaffiorare di ricordi – mano a mano che Niky riesce ad affrontarli – e il maturare di riflessioni sul valore del presente, sui benefici di un contatto profondo con la natura e sulla necessità di ascoltarsi.

Attraverso gli occhi di Niky, che vive con entusiasmo i colori, le suggestioni e la magia della Sardegna, Maria Rita Sanna ci regala un libro pieno di amore per la sua isola, fotografandone alcuni luoghi – in particolare l’altopiano di Bonorva, Cagliari coi suoi dintorni e il Giardino Sonoro di Pinuccio Sciola – e raccontandoci la forza di un rito secolare, la Festa di Sant’Efisio, senza mancare di rendere omaggio, tra una pagina e l’altra, alla tradizione culinaria, confermando così un tratto inconfondibile e prezioso della sua penna.

L'anno in cui Angelo conobbe suo padre
Maura Hary

Piemonte, Valle Cervo, 1858. Angelo, ragazzino di dieci anni curioso e sensibile, trascorre le giornate tra giochi e vita familiare, tra l’attaccamento ancora fanciullesco alla madre e un acceso desiderio di crescere, che si traduce anche nel tentativo di ricostruire la figura del padre, morto nella battaglia di Novara (1849). Piano piano, nell’intreccio tra gli eventi del microcosmo del borgo e i racconti della madre, che dà voce a ricordi personali quanto alle lettere del marito scritte dal fronte, Angelo matura nuove consapevolezze che costituiranno il suo primo passo oltre la soglia dell’infanzia.

Attingendo a preziosi materiali di famiglia e alla tradizione orale, Maura Hary fa rivivere tra queste pagine il suo trisnonno Angelo Boggio Bertinet e il padre di lui, Pietro Antonio, intessendo una storia delicata nel tono ma al contempo concreta, capace di restituire – anche grazie al lessico preciso, impreziosito da voci dialettali – l’autenticità della vita nel territorio, della quale rievoca con grande efficacia i ritmi scanditi dalle stagioni, la semplice ritualità del quotidiano e l’immaginario collettivo di credenze antiche.
Sullo sfondo riflessioni sulla tragedia della guerra e sul valore dell’istruzione, della comunità e della memoria.

Il bambino delle vigne
Elena Vatta

Se c’è un animale a cui il piccolo Giuseppe somiglia, ecco, quello è un riccio. Per l’esattezza, un cucciolo di riccio, un piccolo solo, bisognoso di accudimento eppure così diffidente di fronte al mondo da chiudersi spesso su se stesso, volgendo gli aculei in tutte le direzioni. Proprio come il riccio che Giuseppe incontra nei dintorni della casa-famiglia in cui sta crescendo e del quale, in una delle parti più toccanti di questo libro, decide di prendersi cura.
E sì, Giuseppe è proprio così.

[Di Il bambino delle vigne ho parlato qui]

DALLA LIBRERIA

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Attraverso gli occhi di Niky, che vive con entusiasmo i colori, le suggestioni e la magia della Sardegna, Maria Rita Sanna ci regala un libro pieno di amore per la sua isola, fotografandone alcuni luoghi – in particolare l’altopiano di Bonorva, Cagliari coi suoi dintorni e il Giardino Sonoro di Pinuccio Sciola – e raccontandoci la forza di un rito secolare, la Festa di Sant’Efisio, senza mancare di rendere omaggio, tra una pagina e l’altra, alla tradizione culinaria, confermando così un tratto inconfondibile e prezioso della sua penna.

L'anno in cui Angelo conobbe suo padre
Maura Hary

Piemonte, Valle Cervo, 1858. Angelo, ragazzino di dieci anni curioso e sensibile, trascorre le giornate tra giochi e vita familiare, tra l’attaccamento ancora fanciullesco alla madre e un acceso desiderio di crescere, che si traduce anche nel tentativo di ricostruire la figura del padre, morto nella battaglia di Novara (1849). Piano piano, nell’intreccio tra gli eventi del microcosmo del borgo e i racconti della madre, che dà voce a ricordi personali quanto alle lettere del marito scritte dal fronte, Angelo matura nuove consapevolezze che costituiranno il suo primo passo oltre la soglia dell’infanzia.

Attingendo a preziosi materiali di famiglia e alla tradizione orale, Maura Hary fa rivivere tra queste pagine il suo trisnonno Angelo Boggio Bertinet e il padre di lui, Pietro Antonio, intessendo una storia delicata nel tono ma al contempo concreta, capace di restituire – anche grazie al lessico preciso, impreziosito da voci dialettali – l’autenticità della vita nel territorio, della quale rievoca con grande efficacia i ritmi scanditi dalle stagioni, la semplice ritualità del quotidiano e l’immaginario collettivo di credenze antiche.
Sullo sfondo riflessioni sulla tragedia della guerra e sul valore dell’istruzione, della comunità e della memoria.

Il bambino delle vigne
Elena Vatta

Se c’è un animale a cui il piccolo Giuseppe somiglia, ecco, quello è un riccio. Per l’esattezza, un cucciolo di riccio, un piccolo solo, bisognoso di accudimento eppure così diffidente di fronte al mondo da chiudersi spesso su se stesso, volgendo gli aculei in tutte le direzioni. Proprio come il riccio che Giuseppe incontra nei dintorni della casa-famiglia in cui sta crescendo e del quale, in una delle parti più toccanti di questo libro, decide di prendersi cura.
E sì, Giuseppe è proprio così.

[Di Il bambino delle vigne ho parlato qui]